Visioni capresi di Luigi Ghirri

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Luigi Ghirri, Capri (1981)

«Quando noi  fotografiamo,  vediamo una parte del mondo e un’altra la cancelliamo. Il rapporto giusto e corretto con la fotografia va probabilmente pensato proprio nei termini di una dialettica perenne», scrive Luigi Ghirri nelle sue Lezioni di fotografia. Una dialettica che possiamo ammirare nella mostra dei suoi scatti capresi. Nell’era del ritocco digitale la sua opera analogica continua a suggestionarci, per la composizione precisa e raffinata delle immagini, per la scelta dell’inquadratura e della luce che mette in relzione profondità diverse.  Le sue foto hanno una qualità pittorica, un’ispirazione metafisica; il suo paesaggio italiano, al quale ha dedicato tanta attenzione e lavoro, è un deposito di memorie, un’ momento perfetto’ in bilico tra presente e passato.

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Luigi Ghirri, Capri 1981

Il percorso espositivo della mostra ospitata dal Festival del Paesaggio a Anacapri comprende foto scattate a Capri tra il 1980 e il 1981. E poi una selezione d’immagini del Mediterraneo tratte da altri progetti, scatti realizzati in Puglia tra il 1982 e il 1983, e foto di Porto Recanati, Ponza, Trieste e Venezia del Paesaggio italiano (1980-1992); passando per quelle dai cicli Vedute e Italia Ailati, sulla riviera romagnola e la costa marchigiana.

Luigi Ghirri
Le Stagioni del mare – Fotografie
(30 luglio-25 settembre)
Festival del Paesaggio – Museo della Casa Rossa, Anacapri

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Luigi Ghirri, Capri (1981)

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