Helmut Newton sbarca a Napoli

Le sue fonti d’ispirazione, le racconta così:

«Avevo letto Histoire d’O per la prima volta all’inizio degli anni ’60, quando ne trovai una copia rara da uno dei “bouquiniste” sulle rive della Senna. La vendita del libro era stata proibita in molti paesi, per le sue descrizioni esplicite di sadismo e masochismo. Ma ha avuto una fortissima influenza sulle mie foto di moda, così come l’hanno avuta Arthur Schnizler e Stefan Zweig».

Al Pan di Napoli sono esposti 200 suoi scatti in in Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes, (25 febbraio-18 giugno).

Frutto di un progetto nato nel 2011 per volontà della vedova, June Newton, la mostra raccoglie le immagini dei primi tre libri del fotografo – gli unici curati dallo stesso Newton, che mette in sequenza gli scatti commissionati con quelli scaturiti dalla sua libertà.

In White Women, pubblicato nel 1976, Newton sceglie 81 immagini (42 a colori e 39 in bianco e nero), introducendo per la prima volta il nudo e l’erotismo nella fotografia di moda. La provocazione lanciata da Newton con l’introduzione di una nudità radicale nella fotografia di moda è stata poi seguita da molti altri fotografi e registi e rimarrà simbolo della sua personale produzione artistica. Sono ancora le donne, i loro corpi e gli abiti, i protagonisti di Sleepless Nights, pubblicato nel 1978. In questo caso, però, Newton si avvia a una visione che trasforma le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage quasi da scena del crimine. È un volume a carattere più retrospettivo che raccoglie 69 fotografie (31 a colori e 38 in bianco e nero) realizzate per diversi magazine (Vogue, tra tutti) ed è quello che definisce il suo stile rendendolo un’icona della fashion photography. I soggetti, generalmente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici, donne bardate con selle in cuoio, nonché manichini per lo più amorosamente allacciati a veri esseri umani, vengono colti sistematicamente fuori dallo studio, spesso in atteggiamenti provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come puro pretesto per realizzare qualcosa di diverso e molto personale.

I 39 scatti in bianco e e nero di Big Nudes (1981) inaugurano una nuova dimensione della fotografia umana: quella delle gigantografie che, da questo momento, entrano nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. Nella sua autobiografia Newton spiega come i nudi a figura intera ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato, da cui ha prodotto le stampe a grandezza naturale di Big Nudes, gli fossero stati ispirati dai manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della RAF.

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